OSTEOKOS 60 cpr

OSTEOKOS 60 cpr
Prezzo:
€ 23,99

Descrizione

Integratore alimenare a base di 

GLUCOSAMINA, CONDROITIN SOLFATO, MSM

 

Composizione:

Glucosamina

E' un precursore dei glicosaminoglicani, che sono il principale componente della cartilagine articolare, la glucosamina supplementare dovrebbe aiutare a ricostruire la cartilagine e curare l'artrite.

 

Condroitin Solfato

è un importante componente strutturale della cartilagine dandogli la quasi totalità della resistenza alla compressione.

 

MSM (metilsolfonilmetano)

ha un potere antiinfiammatorio, interrompe la trasmissione del dolore provmuovendo di conseguenza la sua attività analgesica.

 

 

artrosi, cos'è

Malattia degenerativa delle articolazioni, con perdita di cartilagine e risposta reattiva dell’osso. L’a., che spesso non ha cause definite, costituisce la più diffusa artropatia e la causa principale di invalidità nel mondo.

 

Eziopatogenesi. Esistono fattori che predispongono all’a.: l’obesità, l’eccesso di carichi sulle articolazioni, l’aumento delle attività muscolari per lavoro o per sport, traumi, displasie congenite, artriti, malattie metaboliche (gotta, acromegalia), familiarità. La sofferenza della cartilagine articolare è probabilmente il primo momento per lo sviluppo dell’a.: l’usura dell’articolazione provoca dapprima edema, poi erosioni focali. A un certo punto le cellule cartilaginee non sono più in numero sufficiente per riparare tali microerosioni e per produrre matrice extracellulare; di conseguenza, la cartilagine si presenta a superficie irregolarmente fissurata. In queste condizioni soffre anche l’osso ad essa sottostante, con microfratture e irregolarità strutturali, flogosi e tentativi di riparazione anomala (➔ osteofitosi). È presente inoltre infiammazione della sinovia. Altre componenti articolari coinvolte sono i menischi, i legamenti, le giunzioni muscolo-tendinee, che possono andare incontro, oltre che a fenomeni degenerativi, a calcificazioni anomale. L’a. è pertanto una malattia d’organo, non di un solo tessuto.

 

Sintomi. L’a. provoca dolore a riposo localizzato nelle articolazioni interessate, spesso anche a distanza per contratture muscolari reattive; l’articolazione è rigida, e la sua mobilizzazione provoca dolore; con il tempo si ha perdita della funzione. La sintomatologia varia a seconda della localizzazione dell’a., ad es., per le piccole articolazioni delle mani e dei piedi può essere simile a quella dell’artrite reumatoide. Per l’a. del ginocchio si hanno deficit nella deambulazione che con il tempo coinvolgono la colonna vertebrale e le anche. L’a. della colonna vertebrale (spondilosi) può interessare sia i dischi intervertebrali, sia le faccette articolari, sia le apofisi (a. interapofisiaria), e provoca dolore, rigidità del rachide, sintomi da compressione delle radici nervose per osteofitosi.

Diagnosi. Tipicamente, nell’a. non sono presenti alterazioni dei dati di laboratorio, per la diagnosi è essenziale l’esame radiologico, che evidenzia alterazioni ossee quando lo stadio della malattia è già avanzato. La RMN è peraltro in grado di mostrare le alterazioni che si verificano nello stadio precoce della malattia (nella cartilagine e nell’osso ad essa sottostante).

Terapia. La prevenzione dell’a. è limitata al mantenimento di un peso ottimale e di una buona massa muscolare. Non esiste terapia specifica; tuttavia, per quanto riguarda gli interventi sui meccanismi patogenetici, è utile la condroprotezione; i FANS sono i farmaci più usati, ma andrebbero limitati ai periodi di acuzie dolorose. I cortisonici per uso sistemico e per infiltrazioni locali sono indicati quando è importante la componente infiammatoria ed essudativa, ma solo per brevissimo tempo. Infiltrazioni locali di acido ialuronico possono essere utili nell’a. del ginocchio. Cure termali e fisiochinesiterapia sono trattamenti adiuvanti, la cui efficacia dipende, peraltro, da molti fattori individuali; in esse lo scopo antalgico si associa al mantenimento della mobilità articolare. La terapia chirurgica dell’a. è indicata nei casi in cui la malattia è altamente invalidante e sono risultate inefficaci le terapie sintomatiche sopra ricordate. La chirurgia ortopedica per l’a. comprende la rimozione artroscopica di aderenze, l’osteotomia, la condroplastica, la ricostruzione parziale di articolazioni, le artroprotesi.

fonte:Dizionario di Medicina (treccani.it)